Il pensiero e il rapporto profondo di Massimo Fagioli con la poesia

ABSTRACT

Questa relazione vuole essere un primo tentativo di dare un’idea del pensiero e del rapporto di Massimo Fagioli con la poesia, e di quanto tale pensiero sia stato importante e innovativo rispetto al quadro della cultura moderna. In particolare come esso si sia sviluppato nel corso del tempo a partire proprio dalle due proposizioni apparse su Istinto di morte e conoscenza. Mi riferisco alla citazione ad apertura del libro dal Mercante di Venezia di Shakespeare e quella alla sua chiusura da I Giganti della montagna di Pirandello. Si vuole dimostrare quanto essa sia stata una storia oltreché artistica e scientifica anche affascinante e rivoluzionaria nel suo ambito. Il modo di pensare l’arte e la poesia nel novecento è naturalmente erede del pensiero su di esse dei secoli precedenti. È possibile però delineare grosso modo tre possibili influenze teoriche che lo caratterizzano dall’inizio, l’estetica di Benedetto Croce, la cultura marxista e la diffusione della psicanalisi freudiana (sarà necessario comunque approfondire anche il possibile apporto dell’esistenzialismo). In estrema sintesi l’estetica crociana poggia ed identifica la creazione poetica e quella artistica nell’intuizione che è proprietà dello spirito. Esso è facoltà dell’anima del poeta e grazie ad essa intuizione, la poesia creata ha un contenuto che ha valore universale che il lettore può cogliere. Croce condanna chi cerca di dare alla poesia origine irrazionale per il disvalore che gli appartiene in quanto origine di disordine e inaffidabilità (Croce, 1913).

La cultura marxista è caratterizzata dai due concetti di struttura e sovrastruttura. La prima è l’economia cioè le forze produttive e insieme i rapporti produttivi dipendenti dalla proprietà. La seconda è l’ideologia di cui fanno parte oltre alla filosofia, alla politica, all’etica ecc. anche l’arte e la poesia. È la nota visione materialista che inevitabilmente ha la sua ricaduta sul rapporto tra l’arte e l’essere umano. L’artista non può prescindere dal contesto sociale a cui appartiene e alla sua mitologia (Marx, 1859). Non è ammessa piena autonomia espressiva.

La psicanalisi freudiana con il proposto concetto di inconscio riesce col tempo in qualche modo a far sostituire nel senso comune, lo spirito con l’idea stessa di inconscio1 . Non è raro leggere o ascoltare sui media il nesso che viene proposto tra creazione artistica e inconscio. Rimane naturalmente l’aporia insolubile di conciliare l’origine perversa dell’inconscio freudiano e l’idea di fantasia,2 pregiudicando il valore e la bellezza precipui dell’arte e della poesia.

Istinto di morte e conoscenza è interamente centrato sull’origine della psiche umana, sulle sue dinamiche e i suoi aspetti fondamentali, non parla mai di poesia, allo stesso modo degli altri due libri fondamentali per la nuova teoria psichica La marionetta e il burattino, Teoria della nascita e castrazione umana. Ma come detto il volume presenta le due splendide proposizioni poetiche accennate. Le tappe principali del rapporto tra Fagioli e l’arte sono state ben presentate nell’Open day del 27 aprile scorso dal laboratorio Arte e Linguaggi. Come lì descritto, una prima proposizione poetica sono poesie di M F esposte nel 1981 nella nuova sede dell’Analisi Collettiva.

Seguiranno righe dedicate alla scrittura nella premessa al quarto libro “Se avessi disegnato una donna” del 1996 e sempre in quell’anno il convegno a Napoli per il 25° anno di Istinto morte e conoscenza. Un inizio di discorso strutturato sulla poesia inizia con le lezioni di Chieti3 . In esse tra le varie proposizioni c’è la differenza del pensiero verbale concettuale e quello proprio del poeta, fatto per immagini che non sono oniriche ma come quelle sono linguaggio4 , e si introduce l’idea del suono proprio della poesia5 . Lo sviluppo più pieno del pensiero sulla poesia Fagioli lo svolge nella rubrica settimanale dal titolo ‘Trasformazione’ che tiene sul settimanale Left a partire dall’anno 2006 fino al 2017. Come per le altre arti Fagioli riguardo alla creatività usa il suo concetto di ricreazione che distingue dalla regressione. È la fantasia di sparizione che permette la trasformazione che conduce alla ricreazione dei primi momenti della vita: “E subito pensai che, nella solitudine di colui che scrive c’era, invisibile, la fantasia di sparizione nei confronti del mondo, come se si fosse ricreata, nel silenzio della veglia, la nascita senza vagito.”6 Si approfondisce meglio la differenza tra senso e significato nelle parole del poeta e rispetto al suono di esse. Si comprende che non corrisponde alla musicalità della poesia che la critica ha tanto spesso presentato, al punto che il suono farà parte delle straordinarie 21 parole proposte nel 2016. Nelle pagine scritte per ‘Left’ c’è molto altro. Qui è solo presentato accennandole le concezioni di pensiero diverse tra la cultura attuale e quanto sviluppato e pensato da Massimo Fagioli; nella relazione si proverà ad evidenziarne le differenze e le conseguenze teoriche ma anche il suo scrivere poesie (ne è la testimonianza lo splendido libro postumo Poesia), e il farlo poeticamente facendo scienza.

Note

  1. Non è affatto da escludere a parere di scrive che parlando di arte, il riferimento alla sua origine dalla realtà inconscia, non si debba attribuire anche agli stessi cinquanta anni di Istinto e alla prassi quarantennale dell’Analisi Collettiva tenuta da Massimo Fagioli.
  2. Cfr. Bambino donna e trasformazione dell’uomo. Risposta alla domanda n. 25.
  3. Le Lezioni di Chieti in cui viene affrontato il tema della poesia e del poeta sono:
  4. aprile 2003; 9 e 16 aprile 2005; 29 aprile 2006; 13 maggio 2006; 28 aprile e 19 maggio 2007; 23 maggio 2009; 21 maggio 2011.4. Cfr. Das Umbewusste, Lezione di Chieti 2003, pag. 212.
  5. Cfr. L’uomo nel cortile, Lezioni di Chieti 2005, pag. 98.
  6. Cfr. Left 2010, pag. 64.

 

Bibliografia

  • Fagioli, Massimo. (2017). Istinto di morte e conoscenza. Roma: L’Asino d’Oro.
  • Fagioli, Massimo. (2008). La marionetta e il burattino. Roma: L’Asino d’Oro.
  • Fagioli, Massimo. (2012). Teoria della nascita e castrazione umana. Roma: L’Asino d’Oro.
  • Fagioli, Massimo. (2013). Bambino donna e la trasformazione dell’uomo. Roma: L’Asino d’Oro.
  • Fagioli, Massimo. (2003). Das Unbewusste. Roma: L’asino d’oro.
  • Fagioli, Massimo. (2005). L’uomo nel cortile. Roma: L’asino d’oro.
  • Fagioli, Massimo. (2006). Una vita irrazionale. Roma: L’asino d’oro.
  • Fagioli, Massimo. (2007). Fantasia di sparizione. Roma: L’asino d’oro.
  • Fagioli, Massimo. (2009). Religione, ragione e libertà. Roma: L’asino d’oro.
  • Fagioli, Massimo. (2011). Materia energia pensiero. Roma: L’asino d’oro.
  • Fagioli, Massimo. (dal 2006 al 2016-17). Left. Roma: L’Asino d’Oro.
  • Marx, Karl. (1971). Per la critica dell’economia politica. Roma: Editori riuniti.
  • Croce, Benedetto. (1990). Breviario di estetica, Aesthetica in nuce. Milano: Adelphi.
  • Lotman, Jurij M. (2019). La struttura del testo poetico. Milano: Mursia.
  • Ceserani, Remo. (2005). Il testo poetico. Bologna: Il Mulino.