Oltre il concetto di causa. Il nesso di causa-effetto e il suo ripensamento nella teorizzazione di Massimo Fagioli.

ABSTRACT

Con questo progetto si intende approfondire l’utilizzo del ‘concetto di causa’ negli scritti di Massimo Fagioli. Tale concetto è presente a partire dall’articolo su “La percezione delirante” per poi essere ripreso e articolato in “Istinto di morte e conoscenza” e nei successivi testi teorici. Ci si propone in particolare di evidenziare le occorrenze significative di questo concetto al fine di metterne in luce l’utilizzo specifico nei vari passaggi dei testi e di mostrare come queste occorrenze si connettano l’un l’altra secondo un filo di pensiero che si sviluppa e si approfondisce progressivamente.

Nella storia del pensiero umano è sempre stata presente la ricerca del perché, della causa, definita dai vari autori secondo molteplici accezioni (come deducibilità logico-formale dell’effetto dalla causa, come successione temporale costante degli eventi, come abitudine psicologica ad una regolarità attesa, come derivazione necessaria, come nesso probabilistico…). Si cercherà di fornire alcuni spunti di riflessione accennando a momenti salienti della storia del pensiero filosofico ed epistemologico che hanno approfondito questo concetto (Aristotele, gli empiristi e Kant, gli sviluppi epistemologici contemporanei), con specifica attenzione a quello di causa efficiente. L’obiettivo sarà sottolineare la novità del ripensamento, nel pensiero fagioliano, del concetto di causa e l’apporto della sua elaborazione rispetto alle proposizioni del pensiero occidentale a lui precedente, cercando in particolare di farne emergere l’impatto sulla clinica psichiatrica e psicoterapeutica.

Il concetto di causa viene innanzitutto riferito dall’autore ad una dinamica

psicopatologica di tipo proiettivo. Già nel 19621 Fagioli sottolineava come nella percezione delirante sia presente un’impressione immediata di causalità, meglio esplicitata come percezione di una entità agente (psiche agente) sul soggetto che tende a modificarlo, ad alterarlo. Alla base della formazione del nuovo significato creato nella percezione è la proiezione di quanto è insopportabile per il delirante nel contatto con il mondo umano.

Nella prima introduzione a “Il sì e il no” di Spitz2 Fagioli imposta il problema della ricerca della causa della sofferenza psichica, evidenziando il rischio di incorrere nell’attribuzione della colpa del malessere all’oggetto esterno, tramite meccanismi di identificazione proiettiva e conseguenti razionalizzazioni e limitazioni della conoscenza della reale eziopatogenesi della malattia.

In “Istinto di morte e conoscenza” l’autore esplicita la formulazione di una “logica” non cosciente connessa e derivata dalla proiezione nell’ambito del rapporto sadomasochistico, logica che attribuisce all’oggetto esterno la colpa della propria situazione masochistica: si struttura cioè un nesso causale3.

Nell’applicare al mondo umano un nesso proprio del mondo materiale e della sua ripetitività, l’oggetto del rapporto viene ridotto ad organismo fisico e passivo: l’uomo viene cioè cosalizzato.

Con la formulazione della pulsione di annullamento, risoluzione patologica del conflitto sadomasochistico tramite l’eliminazione psichica dell’oggetto esterno, ritenuto causa della propria condizione masochistica, Fagioli teorizza la genesi della malattia mentale nella attività del soggetto: la ricerca del perché diviene indagine eziopatogenetica in psichiatria.

La proposta teorica del concetto di investimento (sessuale e di morte) fa emergere d’altronde l’insufficienza della struttura concettuale del nesso causale: la conoscenza dell’insorgenza interna dell’istinto di morte, attività del soggetto come reazione, conduce ad adottare un concetto di fenomeno dinamico4. L’investimento di morte, che conduce alla rottura totale con l’altro, al non rapporto, va comunque sempre compreso all’interno del rapporto stesso senza il quale non potrebbe esistere e dal quale deriva5. L’autore sottolinea con forza la responsabilità della realtà umana del partner del rapporto6, che ha il suo effetto per la reazione del soggetto caratterizzato da una realtà interna incerta o castrata.

In merito a dinamiche più evolute di rapporto, che comprendano recettività e investimento sessuale, Fagioli apre il discorso ad un piano di comunicazione basato su una partecipazione attiva al rapporto non cosciente fatto di intuito, interesse per l’altro e comprensione del latente, che può portare poi ad una realizzazione umana creativa. L’autore esclude che sia possibile comprendere tale rapporto sulla base di logiche razionali o di determinismi: pertanto il nesso di causa, nelle sue accezioni fondamentali di derivabilità logica e di ripetitività, appare inadeguato in questo ambito. Si tenterà di esporre come il superamento del concetto di causa trovi la sua risoluzione per Fagioli nella connessione dei concetti di tempo e rapporto interumano. La temporalità dell’uomo è intesa come divenire, come dinamica evolutiva, che ha alla sua base il concetto di separazione tramite la fantasia di sparizione7.

Note

  1. Fagioli, M. (1962). Alcune note sulla percezione delirante paranoicale e schizofrenica. In Il sogno della farfalla, 3, 2009, 9-22.
  2. Fagioli, M. (1970), Introduzione a Spitz R.A., Il sì e il no. Saggio sulla genesi della comunicazione. Roma: Armando Armando, pp. 9-16.
  3. Fagioli, M. (2017). Istinto di morte e conoscenza. Roma: L’Asino d’oro., p. 50.
  4. Ivi, p. 86, nota 38.
  5. Ivi, p. 78.
  6. Ivi, p. 194, nota 20. Cfr anche: Fagioli, M. (2011). La marionetta e il burattino. Roma: L’Asino d’oro, p. 240.
  7. Cfr. Fagioli, M. (2011). La marionetta e il burattino. Roma: L’Asino d’oro, p.170 nota. 32; Fagioli, M. (2012).Teoria della nascita e castrazione umana. Roma: L’Asino d’oro, pp. 221-223.

 

Bibliografia

  • Abbagnano, N. (1971), Causalità. In Dizionario di filosofia (pp. 117- 123). Torino: UTET.
  • Aristotele (1971). Opere. Roma-Bari: Laterza.
  • Bergson, H. (1889). Essai sur les données immediates de la conscience, Paris: Alcan (trad. it. Saggio sui dati immediati della coscienza. Milano: Cortina, 2002).
  • Enriques, F. (2017). Causalità e determinismo nella filosofia e nella storia della scienza. Napoli: Immanenza.
  • Fagioli, M. (1962). Alcune note sulla percezione delirante paranoicale e schizofrenica. In Il sogno della farfalla, 3, 2009, 9-22.
    • (1970), Introduzione a Spitz R.A., Il sì e il no. Saggio sulla genesi della comunicazione. Roma: Armando Armando, pp. 9-16.
    • (1980) Ideologia scienza e storia. Introduzione a Il sì e il no di Spitz, gennaio 1975, in Il sogno della farfalla, 3, 2002, 5-18.
    • (2017). Istinto di morte e conoscenza (14th ed.). Roma: L’Asino d’oro.
    • (2011). La marionetta e il burattino. Roma: L’Asino d’oro.
    • (2012). Teoria della nascita e castrazione umana. Roma: L’Asino d’oro.
    • (2013). Bambino donna e trasformazione dell’uomo. Roma: L’Asino d’oro.
  • Hume, D. (1748). An Enquiry concerning Human Understanding, London, (trad. it. Ricerche sull’intelletto umano e sui principi della morale. Bari: Laterza, 1957).
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