Una scuola per la “conoscenza”

ABSTRACT

Il lavoro che qui viene presentato ha lo scopo di evidenziare come la “teoria della nascita” esposta in Istinto di morte e conoscenza contenga elementi rilevanti in ambito pedagogico e offra contributi teorici nuovi su come si costruisce la conoscenza. Questa ricerca attraversa tutta l’opera di Massimo Fagioli a partire dal primo volume, dove già nel titolo è enunciata la matrice della conoscenza, fino agli ultimi articoli pubblicati sul settimanale Left. Il convegno è pertanto l’occasione per proporre un confronto con alcune teorie pedagogiche che presentano affinità o divergenze dovute alle diverse concezioni della natura umana che ne è alla base.

Fagioli, operando una distinzione tra le parole “sapere” e “conoscenza”, finora considerate sinonimi come lui stesso sottolinea, riserva alla parola sapere il significato di “acquisizione di nozioni e nomi che indicano le cose materiali”, rintracciando in essa un processo di apprendimento individuale. Nella parola conoscenza, invece, intravede una dimensione di rapporto tra gli esseri umani perché “conoscenza è parlare cioè rendere il pensiero verbale visibile ovvero udibile nella misura in cui si manifesterebbe come linguaggio articolato vocale” (Fagioli, 2019, p. 363).

In ambito scolastico il processo di conoscenza dovrebbe coinvolgere l’aspetto sociale dello stare a scuola poiché implica l’incontro con l’altro, il dialogo e il confronto;  se infatti consideriamo centrale il rapporto interumano e la socialità dovremmo di conseguenza pensare che il processo di conoscenza comprenda in modo preponderante un percorso di co-costruzione: la conoscenza si forma e si acquisisce insieme al gruppo dei pari e all’insegnante in un processo che possiamo definire creativo   perché determina la trasformazione dei partecipanti (cfr. Fagioli, 2017 ,14th ed.). Dell’oggetto di studio ognuno di noi comprende aspetti che agli altri possono sfuggire e nel confronto tra pari l’oggetto di studio può essere conosciuto in modo più completo e articolato.  Inoltre, nel processo di interazione con gli altri si giunge ad una maggiore conoscenza di se stessi.

La proposizione di   J. Dewey, pedagogista americano secondo il quale la conoscenza “si fonda su una particolare concezione dell’esperienza, intesa come processo di interazione tra individui e ambiente” (cfr Szpunar, 2006) viene superata dal pensiero di Fagioli in particolare quando afferma che “[…]siccome il nostro sapere non prescinde dall’oggetto di studio, cioè implica un rapporto con l’oggetto stesso, preferiamo orientarci, […] verso possibilità creative. Non deduzioni logiche che prescindono da dati di esperienza reale, quanto intuizione creativa di pensiero nell’ambito dell’essere in un rapporto interumano e viverlo” (M. Fagioli2017, p.79).

Analogamente le teorie costruttiviste partono dall’idea che la conoscenza e la comprensione siano “processi grazie ai quali chi apprende costruisce attivamente la sua conoscenza e la sua comprensione”, costruisce cioè il senso (Biesta, 2022, p. 47).

Ne deduciamo che se la conoscenza è una dinamica e quindi non una trasmissione di nozioni,  possiamo condividerne il  processo di costruzione, benché ciascuno debba fare proprio l’oggetto di conoscenza.

Si evidenzia che   la conoscenza necessita di un processo interno che è basato sulla separazione da ciò che si è e da ciò che si è conosciuto fino a quel momento e su cui è basato il nostro sapere e che poi determina il nostro modo di essere e di pensare.

Possiamo allora affermare che il processo di conoscenza si basi su una dinamica evolutiva e creativa.

Si tratta di una dinamica evolutiva in quanto il neonato diventa bambino, il bambino adolescente, l’adolescente diventa adulto e ogni passaggio si basa sulla separazione, la cui matrice è la “fantasia di sparizione”. Questa dinamica, quindi, determina una nuova conoscenza del mondo a cui segue una realizzazione umana nel senso di un plus e può essere considerata, per questo, creativa (cfr. Fagioli, 2017, 14th ed.). Con tale visione del processo di conoscenza troverebbe risposta anche l’interrogativo di Dewey riguardo al perché la conoscenza “può rivestire un’identità non universale e perché può essere diversa da individuo a individuo” (Pezzano, 2006, p.188).

Riflettiamo, infine, sulla parola, “sapienza”, prendendo spunto dall’articolo di Massimo Fagioli,   dove l’autore approfondisce e afferma che la sapienza, a differenza del sapere, è una qualità che costituisce un tratto specifico dell’identità personale, che si crea come “realizzazione della propria immagine con se stessi che fa l’identità diversa dagli altri” (Fagioli, 2019, p. 367).

Alla luce di queste riflessioni dovremmo pensare ad una scuola che permetta al bambino e all’adolescente di vivere un’esperienza di studio e relazioni umane, come occasione per sviluppare la propria identità personale e la propria sapienza.

Ci sembra pertanto importante cogliere l’occasione del convegno per proporre a docenti, educatori, pedagogisti e quanti hanno a che fare con il mondo dell’educazione idee nuove sulla realtà umana che fornisca strumenti di comprensione del processo di apprendimento necessari per una prassi didattica innovativa.

*Il gruppo di studio “Sapere e conoscenza” del Laboratorio scuola della Fondazione Massimo Fagioli è formato da (in ordine alfabetico):

Assunta Amendola, Alessia Barbagli, Flavia Cascianelli, Diana Donninelli, Paolo Fiori Nastro, Iolanda Iannuzzi, Manuela Migliorini, Clara Pistolesi.

 

Bibliografia

  • Benedetti, G., & Coccoli, D. (2018). Gramsci per la scuola: Conoscere è vivere. Roma: L’Asino d’Oro.
  • Biesta, G. J.J. (2022). Riscoprire l’insegnamento. Milano: Raffaello Cortina.
  • Bruner, J. S. (1996). La cultura dell’educazione. Milano: Feltrinelli.
  • Bruner, J.S. (2016). Il processo educativo: Dopo Dewey (2nd ed.). Roma: Armando.
  • Ciari, B. (2012). Nuove tecniche didattiche. Roma: Edizioni dell’asino.
  • Dewey, J. (2014). Esperienza e educazione. Milano: Raffaello Cortina.
  • Fagioli, M. (2017). Istinto di morte e conoscenza (14th ed.). Roma: L’Asino d’Oro.
  • Fagioli, M. (2011). La marionetta e il burattino. Roma: L’Asino d’Oro.
  • Fagioli, M.(2012). Teoria della nascita e castrazione umana. Roma: L’Asino d’Oro.
  • Fagioli, M.(2013). Bambino donna e trasformazione dell’uomo. Roma: L’Asino d’Oro.
  • Fagioli, M. (2009). Fantasia di sparizione: Lezioni 2007. Roma: L’Asino d’Oro.
  • Fagioli, M. (2015). L’idea della nascita umana: Lezioni 2010. Roma: L’Asino d’Oro.
  • Fagioli, M. (2019). Left 2016-2017. Roma: L’Asino d’Oro.