La violenza contro le donne. La patologia degli affetti nel diritto e nella prassi giudiziaria

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ABSTRACT

Massimo Fagioli ha teorizzato l’uguaglianza degli esseri umani alla nascita, riconoscendo al neonato una capacità inconscia di sentire gli affetti. Fondamentale, per Fagioli, è il rapporto con la madre nel 1° anno di vita, che, se nutrito con  affettività, porterà ad uno svezzamento/separazione semplice e libero, senza traumi: ognuno, poi, svilupperà una propria ed originale identità e sessualità, intesa quest’ultima come desiderio di rapporto con l’essere umano uguale e diverso. Un sano rapporto uomo-donna è realizzazione dell’identità umana di ciascuno, senza differenze in termini di superiorità/inferiorità. La violenza di genere è determinata da una cultura patriarcale e cattolica fondata, in particolare, sullo stigma razionale dell’inferiorità della donna alla quale è negata un’identità e una libertà di pensiero. La radice di questo dato obiettivo, per Fagioli, è da ricercare nella negazione  dell’immagine femminile quale conseguenza di un 1° anno di vita e di uno svezzamento che non hanno funzionato in termini inconsci di affettività, essendo spesso improntati al nutrimento fisiologico e ad una razionale educazione ad un comportamento socialmente accettabile. Il pensiero dell’uomo violento è un pensiero lucido e razionale: egli non accetta la libertà della donna quale espressione di identità.

Tant’è che la violenza scatta proprio quando l’uomo non accetta la separazione da una donna che decide di allontanarsi per una diversa e nuova realizzazione di sé stessa. Da qui l’esigenza di riconoscere, anche nel diritto e nella prassi giudiziaria, comportamenti prima facie innocui come vere e proprie violenze. In questa ottica rivoluzionaria, nei casi giudiziari di violenza contro le donne, si può e deve accertare una patologia degli affetti e del pensiero non cosciente in termini di malattia mentale intesa quale disturbo dell’inconscio agito in un rapporto interumano anaffettivo. I dati statistici confermano l’assunto di Fagioli per cui la patologia è da ricercare nel rapporto interumano, ossia quando c’è una conoscenza più o meno profonda tra l’autore del reato e la vittima. Ed è confermato che la violenza prescinde dall’etnia. Fagioli ha messo in luce fondamentali esigenze umane e sociali che, nella prassi giudiziaria, hanno portato a conferire rilevanza autonoma alla violenza psichica (svalutazione, controllo, manipolazione: stalking, artt. 612 bis c.p.; uso distorto dell’immagine femminile, art.612 terc.p. ecc).

La violenza fisica perpetrata sulla donna, sino alla sua eliminazione corporea, è per Fagioli, inprimis, frutto di una violenza psichica volta a negare ed a svuotare l’altra della sua realtà e vitalità interne (sfregio del volto, art.583 quinquies c.p.; violenza sessuale, artt.609 bis e ss. c.p.;femminicidio).

Da qui, i seguenti oggetti di ricerca:

– si può sempre escludere il cd raptus passionale (impulso)? E può la negazione dell’identità della donna assurgere a movente?

– l’indifferenza anaffettiva verso le esigenze peculiari della donna (violenza invisibile) può assumere rilevanza nell’esame del fatto reato?

– quale immagine di donna ha determinato il legislatore ad introdurre la procedibilità di ufficio e questa può essere sufficiente a tutelarla?

– nella giustizia, è realmente approntata una politica a tutela della donna, al limite all’interno della coppia, o la donna è ancora tutelata solo nella “famiglia”?

– a che punto siamo, oggi, nella sensibilizzazione umana e nella formazione professionale di coloro che sono preposti all’accoglienza delle vittime presso i centri antiviolenza, le Autorità di Pubblica sicurezza ed i Tribunali?

– qual è, oggi, la matrice delle consulenze psichiatriche, sia in sede civile che penale, e quali i percorsi più efficaci di riabilitazione e di cura del reo?

Verrà esaminato, alla luce della su esposta teoria di Fagioli, lo sviluppo, nella storia e nella prassi, della normativa e della giurisprudenza aventi, come matrice comune, la violenza di genere.

 

Bibliografia

  • Istinto di morte e conoscenza, 1972
  • Bambino, donna e trasformazione dell’uomo, 1980
  • Left 2009, L’identità della donna
  • Left n.43, 5.11.2010 La violenza che rende pazzi
  • Intervista a Massimo Fagioli, “Addormentarsi e sognare”, RaiNews 24, 16.01.2013
  • Intervista a Massimo Fagioli, Left n.28/2010 Uomini che uccidono le donne
  • Il Sogno della Farfalla n.4/2005 Realtà mentale umana e sessualità. La vera rivoluzione
  • Il Sogno della Farfalla n.1/2010 Raccolta di interviste

 

Normativa internazionale:

Dichiarazione Universale sui diritti dell’uomo (1949), Trattato internazionale sui diritti delle donne (1979), Convenzione di Istanbul (2013).

Normativa nazionale:

Legge 66/1966; Legge 898/1970; Legge 194/1978; Legge 38/2009;Legge 69/2019 (Codice Rosso); D.D.L. A.S.2530 / 2022 post Legge Cartabia n.134/2021;

Giurisprudenza:

Sentenze Corte Costituzionale, Corte di Cassazione e Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.